E' bello andare a vedere Luciano Tulipani lavorare nei suoi quadri. Chiuso nel suo vecchio studio, nella pił antica parte della cittą, -distilla-, nel silenzio, i suoi colori ed i suoi effetti con la pazienza di un artigiano dei tempi passati.
Lungo le pareti, o lungo le scale, colpiscono i dieci, i cento modi che ha di dipingere, cento dieci mille ma tutti ugualmente propri e sentiti, tutti con uguale passione applicati e sperimentati fino in fondo. Solo chi lo conosce fino in fondo o chi abbia la pazienza di -guardare- attentamente, quanto sebbene giovanissimo, abbia prodotto può, al di lą delle diversitą apparenti, scoprire il fondo comune che lega tutte le sue tele. Il colore prima usato a tessere una trama attenta quasi geometrica, ed il colore sopra di nuovo ne costituisce elemento di dissonanza totale e di straordinario -squillo- cromatico.
Tutti i suoi quadri, dall'astratto alla natura morta, dal paesaggio o al ritratto caricaturale e beffardo seguono la stessa tecnica e sono indice della costanza della sua ricerca.
Ricerca, che in fondo, per chi conosce altrettanto bene la cittą, quella parte di Spoleto che prima si diceva, colpisce per le affinitą che vi si trovano con le trame degli intonaci scrostati, con i vecchi graffiti, con le muffe di licheni delle antiche murature da cui sapientemente usa trarre ispirazione e su cui innesta i propri segni cromatici. Per questo rigore di ricerca, Luciano rappresenta forse uno dei continuatori della Scuola Spoletina di pittura degli anni cinquanta.

Spoleto, 29 Febbraio 1980

Arch. Giuliano Macchia